L’Electronic Entertainment Expo, meglio conosciuto come E3, è stato un faro per l’industria dei videogiochi per più di un quarto di secolo. Tuttavia, con la notizia della sua cessazione, si conclude un capitolo importante nella cronaca dei videogiochi.
Il messaggio d’addio da parte dell’E3.
Dal Washington Post il presidente dell’ESA Stanley Pierre-Louis esordisce asserendo come “siamo a conoscenza che l’intero settore, in particolare sia i giocatori, sia i creatori di contenuti e gli addetti al settore, hanno molta passione per l’evento. Abbiamo la fortuna di condividere con loro questa passione e siamo a conoscenza quanto sia difficile fare bandiera bianca ad un evento così amato, tuttavia sentiamo che è la cosa giusta da fare, viste le nuove opportunità apertesi per il nostro settore di raggiungere fan e partner”.
Ad accompagnare le dichiarazioni troviamo in aggiunta il messaggio sul sito ufficiale: “Dopo due decenni, ogni edizione più grande dell’altra, è giunto il momento di salutarci. Grazie a tutti per i ricordi”.
L’importanza dell’evento in questi decenni, tra amore e trepidazione per le nuove uscite.
L’evento è stato il fulcro di molte delle rivelazioni più significative nel panorama dei videogiochi. Da titoli rivoluzionari come “Halo” e “The Legend of Zelda: Breath of the Wild”, a console di ultima generazione come la PlayStation 5 e l’Xbox Series X. L’ensemble di edizioni è stato il teatro di annunci che hanno segnato la rotta dell’industria.
Tuttavia, negli ultimi anni, ha dovuto affrontare una serie di ostacoli. Con l’emergere di piattaforme di streaming come Twitch e YouTube, un numero crescente di editori ha optato per fare annunci attraverso i propri eventi digitali. Questo ha portato a una riduzione della partecipazione e a interrogativi sulla sua pertinenza in un’epoca sempre più digitale.
La sua fine segna la conclusione di un’epoca, ma non la fine dell’innovazione nel settore dei videogiochi. Mentre gli diciamo addio, guardiamo avanti verso nuovi modi di condividere e celebrare i trionfi dell’industria dei videogiochi. Che si tratti di eventi digitali, fiere commerciali locali o annunci sui social media, l’entusiasmo per i videogiochi continua a crescere.
In conclusione, mentre l’E3 è finito ufficialmente, il suo impatto sull’industria dei videogiochi sarà avvertito per molti anni a venire. Va detto, che è un epilogo ben più che prevedibile. Aleggiava già qualcosa nell’aria e non neghiamo che rattrista veder volare via quel qualcosa che ci dava trepidazione quando scoprivamo le nuove uscite… le nottate… tante nottate. E mentre guardiamo al futuro, non vediamo l’ora di scoprire cosa riserva il prossimo capitolo per l’industria dei videogiochi.






