Era il 1999 e sembrava un azzardo: portare il cinema popolare made in Asia nel cuore del Friuli e oggi siamo qui al Far East Film Festival 28… 28 edizioni. Udine era una piccola città di provincia e l’Oriente appariva lontanissimo. Oggi, dopo ventotto edizioni, quella scommessa visionaria è diventata uno degli eventi cinematografici più importanti d’Europa, un crocevia in cui le immagini non sono solo intrattenimento ma incontro, scoperta e dialogo.

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Come di consueto, il Far East Film Festival 28 è un mosaico di volti e numeri

Il manifesto di quest’anno lo racconta già da solo. Firmato dall’illustratore americano Andy Rementer (con la direzione artistica di Margherita Urbani e le animazioni di Ernesto Zanotti), mette in scena una folla di visi diversi, solari, curiosi, che si osservano e si riconoscono: i volti dei fareastiani, di chi considera ancora l’esperienza del buio in sala e dello schermo condiviso come uno dei gesti più umani che esistano.

Numeri alla mano, il FEFF 28 si presenta con una line up imponente: 75 titoli complessivi – 52 in concorso e 23 fuori concorso – in arrivo da 12 nazioni. Tra questi brillano 8 anteprime mondiali, 18 internazionali, 21 europee e 20 italiane. Nove giorni di proiezioni no stop, incontri, star sul red carpet e oltre cento appuntamenti collaterali – tra laboratori, mercatini a tema e sfilate cosplay – che trasformeranno ancora una volta Udine nella capitale europea dell’Asia.

Tre sono i Gelsi d’Oro alla carriera.

I premi alla carriera di questa edizione basterebbero da soli a illuminare un’intera stagione.

  • Fan Bingbing – icona globale, produttrice e attrice amatissima dal festival fin dalla sua partecipazione con Cell Phone nel 2004 – riceverà il Golden Mulberry Award for Outstanding Achievement il 1° maggio. Un riconoscimento per trent’anni di scelte mai banali, capaci di spaziare dalle atmosfere spettrali di The Matrimony alla satira tagliente di I Am Not Madame Bovary, senza dimenticare i passaggi a Hollywood e sulla Croisette.
  • Yakusho Koji salirà sul palco del Teatro Nuovo Giovanni da Udine il 25 aprile per ritirare il Gelso d’Oro alla Carriera. Classe 1954, volto simbolo di un Giappone che non smette di reinventarsi, ha alle spalle quarant’anni di set e un Premio come miglior attore a Cannes 2023 per Perfect Days di Wim Wenders. Proprio alla sua figura è dedicato l’omaggio “Yakusho Koji – Perfect Roles”, organizzato con l’Istituto Giapponese di Cultura in Roma / The Japan Foundation e ANA: otto pellicole – tra cui The Blood of Wolves, L’anguilla, Tampopo, 13 Assassins, Cure e lo stesso Perfect Days – programmate tra Udine e Roma, e un incontro pubblico con lo scrittore Giorgio Amitrano il 28 aprile nella Capitale.
  • Yuen Woo-ping, l’Ottavo Maestro, chiuderà il festival il 2 maggio con un altro Gelso d’Oro alla Carriera. Nato nel 1945, coreografo e regista che ha letteralmente riscritto il linguaggio dell’azione sul grande schermo, è l’uomo che ha permesso a Neo di schivare i proiettili in Matrix, alla Sposa di Kill Bill di danzare tra le lame e ai guerrieri de La tigre e il dragone di sfidare la gravità tra le foreste di bambù. Subito dopo la premiazione, il sipario calerà su Blades of the Guardians, la sua ultima epopea wuxia, tratta dalla serie a fumetti Biao Ren: un concentrato di meraviglia e adrenalina che promette di dimostrare come il cinema d’azione abbia ancora molto da dire.

Wim Wenders per Yakusho Koji: una serata irripetibile

Il 25 aprile non sarà soltanto la notte di Yakusho Koji. Per rendergli omaggio di persona, Wim Wenders attraverserà mezza Europa: un gesto semplice e straordinario, quello di celebrare dal vivo l’attore che ha trasformato Perfect Days in un gioiello. E dopo la cerimonia, il film tornerà a splendere sullo schermo del Teatro Nuovo, dove merita di essere visto.

Giovedì 24 aprile: il giorno dell’inaugurazione

Si parte subito con un pomeriggio e una serata ad altissima tensione emotiva.

  • Ore 14:00Hula Girls di Lee Sang-il (Giappone, 2006 – versione 4K, anteprima europea). Ispirato a una vicenda reale, ambientato nel 1965 in una cittadina mineraria in declino, racconta la folle scommessa di aprire un Centro Hawaiano per attrarre turisti, ingaggiando una ballerina professionista da Tokyo. Fa parte del tributo al regista Lee Sang-il.
  • Ore 16:20Under the Open Sky di Nishikawa Miwa (Giappone, 2020). Sezione “Perfect Roles” dedicata a Koji. Un ex yakuza di mezza età esce di prigione dopo tredici anni per omicidio e cerca la madre che non vede dall’infanzia. Un dramma sociale potente e attualissimo, con un Koji in stato di grazia.
  • Ore 19:30We Are All Strangers di Anthony Chen (Singapore, 2026, anteprima italiana). Il dramma familiare che alza ufficialmente il sipario sul FEFF 28. Ad accompagnarlo ci saranno il regista e l’interprete principale Yeo Yann Yann.
  • Ore 22:30Kung Fu! di Giddens Ko (anteprima internazionale). Definita una Crazy Love Letter to Wuxia, la pellicola segue due adolescenti disadattati che, dopo aver aiutato un barbone, vengono iniziati alle arti marziali dai poteri sovrumani. Tra omaggi a Stephen Chow, Dragon Ball e Takashi Miike, il film mescola demenzialità, violenza ironica e colpi di scena continui. È già pronto a diventare un cult.

Fino al 2 maggio, Udine respira Asia

Migliaia di pellicole in archivio, decine di migliaia di spettatori che ogni anno varcano l’ingresso del Teatro Nuovo con la stessa, identica aspettativa. Il FEFF28 è l’ennesimo capitolo di una storia che non smette di crescere, e il festival non vede l’ora di scriverlo insieme al suo pubblico. L’appuntamento è a Udine: al buio, davanti a uno schermo, o all’aperto all’insegna di tanti workshop, fino al 2 maggio.

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