
Oggi ho in mente di parlarvi di un grandissimo classico della fantascienza.
Mi sto riferendo infatti a “Il pianeta delle scimmie “, film del 1968 diretto da Franklin J. Schaffner.
Questa pellicola tratta dal romanzo di Pierre Boulle è stata il punto di partenza di un media franchise di grande successo.
A questa serie appartiene anche la fantastica trilogia reboot per ora chiusa in bellezza con “The War- il pianeta delle scimmie”.
Oggi però vi parlerò del film originale, da cui tutto è iniziato.

La trama.
Nel 1972, l’astronauta George Taylor e i suoi colleghi Landon, Dodge e Stewart partono a bordo dell’astronave Icarus per un viaggio spaziale di 700 anni dalla Terra. Lo scopo è quello di trovare un nuovo mondo da popolare, con la speranza però che nei secoli il genere umano si evolva in una razza più intelligente e pacifica. Mentre sono ibernati, la loro astronave precipita a causa di un guasto in un pianeta desolato.
Ciò che gli spetta in questo posto è però qualcosa di sconcertante.
Infatti, sebbene all’inizio il pianeta appare desolato, i membri dell’equipaggio sopravvissuti verranno catturati assieme a dei selvaggi da delle scimmie a cavallo e armate!
Si imbattono così in una società in cui le scimmie si sono evolute in creature con intelligenza e linguaggio simili a quelli umani. Esse hanno assunto il ruolo di specie dominante e gli esseri umani sono creature mute che indossano pelli di animali.
Si parla quindi di una società al rovescio, dove le vere “scimmie “sono quindi gli esseri umani, i quali si trovano nel loro stato più primitivo e sono trattati come animali da altri animali più evoluti.
Discorso sull’ evoluzione.
Nonostante in questo caso siano le scimmie ad avere il potere e a comporre una società divisa nelle sue caste, il film ci porta a riflettere sulla razza umana.
Le scimmie infatti non sono altro che uomini in corpi animaleschi, e quindi hanno gli stessi difetti e compiono gli stessi errori degli esseri umani.
Anche loro compiono violenza e ingiustizie e sono capaci delle più terribili spietatezze.
Affascinante ma allo stesso tempo agghiacciante è il discorso che questo film ci fa riguardo all’ evoluzione.
Di fatto ci viene detto che per quanto l’ evoluzione possa sembrare inarrestabile, in realtà gli esseri umani commettono sempre quegli atti che non permettono il raggiungimento di una totale civilizzazione.
La forma.
Il film è molto moderno non solo per quanto riguarda i contenuti ma anche per come è stato girato.
La regia di Schaffner è straordinaria, piena di guizzi interessanti grazie soprattutto a particolari tagli di montaggio.
Le scimmie sono interpretate da attori in carne d’ ossa che indossavano costumi e chili di trucco prostetico, il quale fu considerato rivoluzionario per l’ epoca.
Ancora oggi è veramente impossibile non rimanere impressionati a vedere il pazzesco lavoro fatto dai truccatori.
Oltre ai costumi e alle scenografie, assolutamente suggestive sono anche le musiche di Jerry Goldsmith.
Bravissimi tutti gli attori, tra cui sicuramente è impossibile dimenticare Charlton Heston nel ruolo del protagonista.
In conclusione.
“Il pianeta delle scimmie” è uno dei più grandi capolavori della fantascienza, uno dei film più belli di sempre.
Ancora oggi è un film non solo di grandissimo impatto visivo (la scena della cattura in cui appaiono per la prima volta le scimmie a cavallo è qualcosa di indescrivibile) ma che ancora oggi risulta attuale nelle tematiche.
Se non l’ avete ancora visto, fatelo subito!






