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In questi giorni nelle sale italiane si sta proiettando “Povere Creature! “, il nuovo film di Yorgos Lanthimos. La pellicola sta ricevendo ottime critiche e, oltre ad aver vinto il Leone d’ oro al miglior film a Venezia, è anche candidata a ben 11 premi oscar. Si può dire infatti che “Povere creature! ” potrebbe essere in molte categorie il rivale numero uno di “Oppenheimer”.

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La trama

Nella Londra vittoriana, l’ eccentrico chirurgo Godwin Baxter  chiama uno dei suoi allievi, Max McCandless,  ad aiutarlo in un esperimento. Gli viene chiesto infatti di assistere Bella, una ragazza dai comportamenti molto infantili. Sempre più incuriosito dalla ragazza, Max si farà rivelare da Baxter che Bella in realtà era una ragazza incinta che si è suicidata buttandosi sul Tamigi. Il chirurgo, accorgendosi che, nonostante lei fosse morta, il feto era sopravvissuto, decise di impiantare il cervello del bambino nella testa di Bella (in origine Victoria). 

La ragazza progredisce molto rapidamente, sviluppando in particolare fortissime pulsioni sessuali che la portano all’ autoerotismo e alla ricerca di un partner con cui copulare. Il dottor Baxter decide di dare in moglie Bella a Max, il quale si è innamorato della ragazza. Essa però ha l’ enorme desiderio di scoprire il mondo, ed è proprio questo che fuggirà con il dissoluto Duncan Wedderburn,  l’ avvocato incaricato delle pratiche del matrimonio. Assieme a lui,  Bella parte per l’ Europa, dove lei esplora la sua sessualità e conoscerà il mondo.

La scoperta del mondo e di se stessi

“Povere Creature !”  si potrebbe definire una grottesca storia di formazione, la quale ha per protagonista un personaggio veramente complesso. Bella, infatti, pur dimostrando una totale mancanza di freni inibitori, è comunque un essere innocente. Essa, avendo la mente di un neonato, non ha una coscienza che gli dica se le sue azioni siano sbagliate e non conformi alla società. Questo è anche il motivo per cui il modo di Bella di apprendere le cose appare molto scientifico, poiché la sua mancanza di filtri le fa osservare le cose senza essere condizionata dai limiti posti dalla “buona società”. Qui infatti c’ è una critica alla società poiché vieta agli esseri umani, soprattutto alle donne, di esprimere una delle cose più naturali del nostro essere, ovvero la sessualità. Inoltre, Bella non scoprirà anche gli altri grandi piaceri della vita, ma vedrà con i suoi stessi occhi le tante cose terribili che affliggono il mondo. Ma la cosa che imparerà sarà soprattutto che alcune volte l’ essere umano per imparare, formarsi una coscienza, deve avere un’esperienza totale di quello che lo circonda e deve anche passare, anche se magari non se ne accorge, per vie che non sempre possono essere definite benevoli. 

La forma

Pur rimanendo fedele al suo inconfondibile stile, Lanthimos tira fuori immagini che ricordano tantissimo un film di Terry Gilliam, soprattutto per via dei costumi delle scenografie che sembrano uscite da un quadro surrealista. La regia poi è di una bellezza esuberante, fatta soprattutto di dinamiche inquadrature dal basso che esaltano il movimento dei personaggi e la vivace ambientazione e di suggestive zoomate. La fotografia poi è roba dell’altro mondo, poiché utilizza obiettivi ad altissima risoluzione e rende le immagini di una potente luminosità. Le interpretazioni di Willem Dafoe e di Rami Youssef sono ottime, ma nel complesso ruolo della protagonista c’ è una Emma Stone che giganteggia su tutti, anche sopra un Mark Ruffalo che fa un personaggio sopra le righe e non molto impressionante (l’ avvocato).

In conclusione

“Povere creature”, pur non essendo una delle migliori opere di Lanthimos, è un film con un messaggio abbastanza interessante e straordinario dal punto di vista visivo che merita di essere visto al cinema. Molto probabilmente vincerà premi importanti. 

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