Il 14 febbraio dello scorso anno è stato reso disponibile per la prima volta sul mercato Wanted: Dead, un progetto per i fan diciamo sviluppato da 110 industries. Si tratta di uno sparatutto in terza persona in cui armati di Katana dovremmo fare a pezzi numerosi nemici insieme a dei compagni IA. Il gioco negli intenti è un tributo ai giochi PS2, Gamecube, Xbox quali Ninja Gaiden e i primi cover shooter mescolandone le peculiarità. Il risultato di questa commistione è un gioco particolarmente orribile e con scarse qualità salvifiche. In questa breve recensione cercherò di mostrarvi quali siano le criticità del titolo, soprattutto perché magari la fuori c’è qualcuno che può cercare un’esperienza di questo tipo.
Atmosfera e grafica
Il gioco segue le vicende di una squadra speciale della polizia di Hong Kong composta da criminali che affrontano milizie private, gangster e onesti lavoratori tra mega corporazioni, aree urbane e luoghi distopici. Tutto è immerso in un’atmosfera leggermente cyberpunk con toni grevi. Il giocatore veste i panni di Stone, una combattente esperta in armi da fuoco e katana affiancata da 4 compagni che si occupano di cose diverse tra loro: abbiamo un medico, un tiratore, un assaltatore e una ragazza che offre supporto da dietro le quinte tramite droni. Pensavo che il cast non fosse male finché non hanno iniziato a ripetere in missione le solite 3 frasi ad ogni azione. Per essere onesti però il doppiaggio è di qualità anche se tutto il resto manca di carattere in maniera assoluta.
La storia invece si sviluppa senza stile e attraverso cutscene degne della PS2 (e non è un’iperbole), perché il livello di grafica e animazioni è molto basso. Talvolta ci sono delle sequenze animate e nemmeno queste brillano. Hanno deciso di fare dei personaggi molto colorati i cui tatuaggi a bassa risoluzione sono circoscritti in modelli poligonali davvero basic e nonostante ciò il gioco pesa 28GB su PS5. Vi lascio delle immagini, ma non lasciatevi ingannare, da fermo il gioco è bello visivamente, ma non sarete mai fermi. Ogni cosa nei livelli di gioco è caratterizzata dagli stessi asset ripetuti molteplici volte, ma fortunatamente si tratta di un gioco lineare in cui non è possibile perdersi. L’esperienza narrativa può comunque essere piacevole, soprattutto perché è tutto molto bizzarro pur mantenendosi serio.
Gameplay
Il gameplay è la parte centrale del titolo ed è anche parecchio divisivo. Alterna Katana e pistola (considerata arma a corto raggio) a varie armi da fuoco. Il combattimento ravvicinato è carino, si dispone di diverse combo, la schivata, la parata e la pistola che serve a interrompere gli attacchi nemici. Si tratta di un sistema estremamente rigido e poco versatile, preferibile in ogni situazione alle armi da fuoco perché avvicinarsi ai fucilieri nemici non è mai pericoloso visto che i proiettili fanno pochissimi danni. Le armi da fuoco possono essere raccolte da terra e utilizzate, ma sono davvero scarse ed inutili contro i nemici melee perché più resistenti.

I nemici si dividono principalmente in queste due classi salvo qualche variazione e nemici d’élite. Gli scontri si risolveranno sempre allo stesso modo con qualche colpo sparato dai ripari per sfoltire l’ondata e poi via di spada (o altro) soprattutto perché si avranno a disposizione davvero pochi proiettili. Pistola e fucile d’assalto sono personalizzabili modificandone l’efficienza ad ogni checkpoint così come per le skill della protagonista, gestibili dall’apposita schermata e richiedono l’investimento di punti esperienza per essere sbloccate. Vi sono in più dei colpi di grazia eseguibili quando i nemici sono stati storditi, ma non sono una ricompensa degna visto quanto la violenza per quanto estrema, sia resa scialba dalla grafica povera e il sangue pixellato.

Nel complesso il sistema di combattimento non è da buttare e può risultare in un’esperienza divertente per quanto semplice e hardcore considerato che alla difficoltà più bassa sono necessari tre colpi di spada nemici per morire. Ad ogni livello avremo una revitalizzazione ed in ogni sezione 3 medikit. Un’altra nota di demerito sono le coperture e la mira, tremendamente fuori luogo per cui bisogna affacciarsi nella corretta direzione e talvolta avremo la testa del personaggio a coprire il mirino. La breve durata del titolo (5 ore circa) favorisce comunque numerosi tentativi per raffinare il proprio gameplay e riflessi risultando in un action interessante nonostante tutto, proprio in virtù della sua inadeguatezza.
Conclusione e voto
Wanted: Dead è un titolo nato e cresciuto in un tempo che non gli appartiene e non si impegna neanche un po’ per fare finta che non sia così. Si tratta di un gioco storto con nessuna lezione di level design e combattimento claudicante anche se veloce. In cuor mio non posso consigliare questo gioco a nessuno se non ai patiti (ma davvero tanto) di azione hardcore e retro gaming aggressivo. Il gioco è nato in uno studio nuovo che dimostra di non aver imparato niente dall’evoluzione del gaming. In ogni caso non vale più di 30 € per chi fosse interessato.
Wanted: Dead è stato dimenticato nell’istante in cui è uscito e francamente, quello era l’unico destino possibile per un prodotto del genere. Penso tuttavia che ci sia qualcuno la fuori che possa apprezzarlo davvero, per questo ve l’ho presentato qui e oggi. Di sotto per voi la valutazione complessiva.
Wanted: Dead, ignorato e mazziato
Summary
Il gioco non è adatto a questo tempo, ne a nessun’altra epoca. Azione legnosa e shooting inefficiente scavano ancora di più la fossa per un progetto dimenticabile. Giusto solo per i fan incalliti dei giochi davvero hardcore.
Overall
55/10Pros
- Atmosfera assurda
- Buona sfida
Cons
- Shooting inutile
- Grafica orribile
- Tutto di legno
- Scrittura elementare






