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Agli Oscar, nella categoria “miglior fotografia” era presente anche “Empire of light”, il nuovo film di Sam Mendes che, come “The Fabelmans” vuole essere un omaggio alla settima arte. Mendes, negli ultimi 20 anni è diventato uno dei più quotati registi di Hollywood, realizzando pellicole straordinarie nonostante la loro semplicità. Questa volta però, egli non è riuscito a tirar fuori quello che voleva esprimere veramente.

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La trama.

Siamo nell’ Inghilterra del 1980 e la nostra protagonista è Hilary Small, direttrice di sala all’Empire Cinema. Hilary soffre di depressione, vive da sola e ha una relazione extraconiugale con il suo capo.

Un nuovo dipendente, Stephen, afroamericano, inizia a lavorare al cinema e lui e Hilary si attraggono a vicenda. I due inizieranno una profonda amicizia, nella quale sperimenteranno il potere curativo dell’ arte e cercheranno di trovare un senso alle loro vite travagliate.

Un film che non dice niente.

Le pellicole di Mendes sono sempre state semplici ma allo stesso tempo molto raffinate. Esse esprimono dei concetti non troppo articolati che però vengono trasmessi in maniera talmente efficace da essere comunque in grado di toccare le corde dello spettatore. Questa volta però il film risulta banale, con una sceneggiatura piena di ingenuità e dialoghi piatti. Vi sono infatti gli stessi concetti sentiti e risentiti allo stesso modo in altre pellicole. Ed è proprio per questo che il film non riesce ad essere profondo quanto vorrebbe essere. Inoltre, i vari temi trattati in questa pellicola sono espressi in maniera superficiale e senza un giusto equilibrio.

La forma.

È un peccato che questo film abbia un sacco di problemi dal punto di vista narrativo. Infatti dal punto di vista visivo è eccezionale. Mendes sfodera ancora il suo gran stile con inquadrature dalla composizione molto curata e dalla fotografia che le rende dei veri quadri in movimento.

Buoni il montaggio e la colonna sonora. Di alto livello sono anche le interpretazioni. È infatti un grande piacere, come sempre, vedere attori come Colin Firth e Tobey Jones.

Nel ruolo della protagonista Olivia Colman è semplicemente fantastica. Da tenere d’ occhio Michael Ward !

In conclusione.

Nonostante sia visivamente raffinato, “Empire of light” è purtroppo un film che vorrebbe esprimere dei concetti profondi ma alla fine non riesce di fatto a dire nulla. Un vero peccato! 

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