Epic Games, come di consueto, tiene viva la fidelizzazione dei propri utenti regalando costantemente giochi. Questa azione da un lato spinge l’utenza a scoprire titoli che mai avrebbe giocato, sia per motivi economici, sia magari per non averli sentiti, e da un altro cerca di indirizzare all’acquisto di espansioni correlate o altri prodotti che risultano redditizi per la piattaforma. Il tutto sembra funzionare, tanto che il colosso decide il giorno di Natale 2022 di offrire a tutti gli utenti uno dei magistrali capolavori partoriti dal buon Kojima Productions: Death Stranding.

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In tanti, lo scrivente compreso, hanno seguito il conto alla rovescia che al suo scadere offriva il titolo giornaliero. Allo scoccare, non vi era però solo DS, bensì il titolo videoludico nella sua versione in Director’s Cut (che contiene una offerta maggioritaria rispetto alla versione base). Ben contento lo riscattai subito, come feci per le offerte dei giorni passati. Dopo un paio di minuti, tuttavia, mi accorsi che il sito aveva dei malfunzionamenti nel login, pensai a un problema lato server, tanto che un minuto dopo la conferma d’ordine vidi già su Downdetector 500+ segnalazioni in 1 solo minuto. Pensai a un disservizio lato server viste le ipotetiche innumerevoli richieste date dalla corposità dell’offerta… forse c’era però qualcosa di più.

Arriviamo quindi in questi giorni, dove troviamo la notizia che Death Stranding Director’s Cut è in realtà stata data gratis per errore. Pare infatti, da quanto indicato dalla stessa Epic Games, che uno stagista abbia per errore flaggato quest’ultima come offerta gratuita, invece che la versione base (una manciata di ore dopo infatti è stata sostituita, ma chi ha riscattato la Director’s Cut l’ha mantenuta, e ha avuto anche la possibilità di riscattare la versione base, sempre gratuitamente, senza supplementi).

Ora il pensiero, più che alla pancia propria, vola su quanto accaduto allo stagista, e porta immediatamente ad una riflessione. Gli eventi di questa portata vengono programmati nel lungo termine, e per l’aggiunta in questo caso c’erano ben 24 ore da attendere per l’utente comune prima di poter riscattare (e in linea teorica conoscere) il titolo. Trovo infatti che in 24 ore (ma come dicevamo questi eventi in genere sono programmati e non fatti all’ultimo minuto), il tutor di questo stagista, poteva anche dare una occhiata a quanto fatto ed eventualmente rimediare preventivamente all’errore. A corredo di una possibile soluzione per il futuro, potrebbe essere utile affidarsi a valori di controllo più affidabili ed inequivocabili, come codici univoci che identificano i prodotti presenti sul loro catalogo, e non banalmente a nomi che poi possono avere ripetizioni o omonimie su altri prodotti, come è comune sui DLC. Speriamo quindi che il tutto non ricada troppo gravosamente sullo stagista, che ha fatto un comunissimo errore in buona fede. Per sdrammatizzare, concludiamo dicendo che non è stato un errore, bensì un felice sbaglio.

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