
Circa un mese fa avevo scritto un articolo in cui cercavo di trovare delle buone ragioni per andare a vedere in sala “Air – la storia del grande salto”. Speravo infatti che questo film ricevesse una maggiore attenzione dal pubblico, il quale non ha mostrato così tanto entusiasmo per la sua uscita. Mi duole dire, purtroppo, che “Air – la storia del grande salto” al momento non sta andando bene al botteghino, e che molte persone si stanno perdendo un film in realtà molto ben riuscito!
Spero con questa recensione di convincervi ad andare a dargli una chance.

La trama.
È il 1984, Converse e Adidas si spartiscono il mercato delle scarpe da basket, sponsorizzando le più popolari star dell’ NBA. La Nike ha invece uno scarsissimo successo nel settore e cerca di mettersi al pari delle altre 2. Il problema è che però hanno solo 250 milioni di dollari da spartire per 3 giocatori e i nomi non sono tra i migliori. Sonny Vaccaro, talent scout e venditore della Nike ha però in un’ idea geniale ma parecchio rischiosa: Investire l’ intero budget per un solo giocatore e dargli non una Nike da basket qualsiasi, ma una scarpa fatta appositamente e solamente per lui, e quel cestista è un giovanissimo Michael Jordan, il quale presto farà il suo debutto in NBA…
Ed ecco che il team si mette a lavoro!
Una pellicola senza pretese ma appassionante.
Il film funziona alla grande perché punta sulla semplicità e sull’ intrattenimento. Esso, infatti, non ha uno stile pomposo attraverso complessi spiegoni, preferendo invece di far dire il minimo indispensabile per far capire allo spettatore in modo chiaro la vicenda. Con un ritmo incalzante e immagini che ti catapultano all’ interno della storia, il film riesce quindi ad essere molto scorrevole e a regalare emozioni anche se sappiamo tutti come andrà a finire.
Interessante poi è il fatto che Michael Jordan, nonostante sia il perno del film, non viene mai mostrato in volto!
La forma.
Affleck interpreta molto bene il ruolo di Phil Knight, cofondatore della Nike, ma dietro la macchina da presa si riconferma di essere un regista pieno di ispiratissime soluzioni visive. Si fa molto sentire l’ atmosfera degli anni 80, non solo chiaramente ai costumi e le scenografie, ma anche alle musiche. Le interpretazioni di Jason Bateman e Chris Tucker sono ottime e per quanto compaia relativamente poco è fantastica anche Viola Davis. Per il ruolo del protagonista, ovvero Sonny, Ben Affleck non poteva fare a meno di scegliere il suo grandissimo amico Matt Damon, il quale fornisce una performance coinvolgente e ricca di passione.
In conclusione.
“Air – la storia del grande salto” è un film straordinario perché Affleck dimostra ancora una volta di essere un eccezionale regista (oltre che attore più che discreto), in grado di tirar fuori un buon prodotto finale senza troppa pretenziosita’.






