Come quasi tutti sapranno in questi giorni, ogni mercoledì, stanno uscendo i nuovi episodi della terza stagione di Ted Lasso, una serie comica sul mondo del calcio nella Premier League, che ha veramente conquistato una grandissima fetta di pubblico negli anni passati raccogliendo attorno a sé un’enorme quantità di spettatori appassionati di calcio e non. La serie narra molto banalmente di un allenatore di football americano, Ted Lasso, che viene assunto dalla ricchissima Rebecca Welton ad allenare l’AFC Richmond, una delle squadre di Premier League più deboli in assoluto. Questo interessante antefatto viene sviluppato in modo impeccabile e interpretato altrettanto perfettamente tanto da Jason Sudeikis (Ted Lasso) quanto dai numerosissimi coprotagonisti che circondano le vicende dell’AFC Richmond e dei suoi giocatori fra i quali spiccano lo scorbutico Roy Kent e la promessa calcistica Jaimie Tartt. Le vicende legate strettamente al mondo del calcio si intrecciano con le vite private dei giocatori, dell’allenatore e dei suoi aiutanti Coach Beard e Nate the Great, della manager Rebecca e di tutto quel piccolo universo presentato sotto una chiave comica che riesce ad accompagnare lo svolgimento della trama senza imporsi evitando di risultare grottesco come invece spesso succede spesso da noi anche quando gestite da comici capacissimi.
La comicità dunque ricopre come un velo quasi qualsiasi momento della serie stessa ma non si sostituisce alla tensione degli ultimi minuti di una partita durante l’ultima giornata di campionato ma regala un incredibile spettacolo di emozioni che possono variare dallo sconforto a seguito di una dura sconfitta alla sorpresa causata da una rivelazione sorprendente fino ad arrivare ad esplosioni di gioia dopo le vittorie più importanti, alleggerite da un umorismo leggero che rende scorrevoli anche dei momenti che dovrebbero essere di transizione, quindi più pesanti. E’ assolutamente incredibile quanto ci si possa avvicinare ai drammi personali di Ted Lasso o di Roy Kent mentre si guarda questo titolo che si dimostra in grado di catturare l’attenzione dello spettatore in ogni momento, anche nella terza stagione.
Un altro importante aspetto della serie è la volontà di Ted Lasso di creare un senso di unità nella squadra, una grande coesione che può essere praticamente vissuta dallo spettatore: è brillante il modo in cui Ted Lasso impartisce le sue lezioni che, nonostante la sua profonda ignoranza calcistica, si rivelano funzionali perché la squadra ottenga ottimi risultati.
Sono felice di poter dire, almeno per quanto riguarda questi primi due episodi della nuova stagione, che tutte queste caratteristiche si riconfermano e sembrano prometterci quella che potrebbe essere la migliore stagione della serie, oltre che quella finale. Credo vivamente che la storia di Ted Lasso potrà rimanere nei nostri cuori come una delle migliori serie degli ultimi anni, una serie che aveva una storia da raccontare, una lezione da impartire, e sono sicuro che potrà essere considerato un grande classico delle serie tv in generale perché sicuramente, per riprendere la definizione di classico di Italo Calvino, non smetterà mai di dirci ciò che ha da dire.






