Wandering son, o Horou Musuko, è un manga scritto da Takako Shimura, famosa per Aoi Hana e altre opere con temi LGBT, per di più con personaggi transgender o lesbiche. Ha ricevuto anche nel 2011 un’adattamento anime che comprime i 15 volumi del manga in appena 11 episodi. In questo articolo cercheremo di fare una recensione accurata senza fare spoiler.
Quando si trattano argomenti delicati di questo tipo si sfocia fin troppo spesso nello stereotipare ogni singolo personaggio, mentre qui non accade. Si seguono le vicende di un piccolo gruppo di ragazzi appena arrivati alle medie, in particolare di Shuici Nitori e Tatatsuki Yoshino. Nitori è nato come un ragazzo ma ha l’hobby di travestirsi da ragazza mentre Yoshino è nata come ragazza ma si sente molto a disagio in vestiti da ragazza.
Punto chiave del manga è il passaggio della pubertà, il “periodo oscuro in cui cresce la barba e cambia la voce”. Già difficile per tutti gli studenti delle medie, lo sarà ancora di più per i protagonisti i cui disagi aumenteranno con il passare del tempo. Ad aggravare il tutto ci sarà anche un triangolo amoroso tra i ragazzi che, anche se di solito noioso e ripetitivo, saprà stupire e interessare il lettore.
A differenza di altre opere del genere, ogni personaggio è caratterizzato alla perfezione, comportandosi come veri essere umani. Ogni singolo evento è puntato sul conoscere più a fondo i sentimenti e il carattere dei personaggi. In questo modo il lettore riesce a simpatizzare e a entrare in empatia alla perfezione con i protagonisti.
L’animazione invece, pur essendo estremamente corta, riesce a dare perfettamente il messaggio del manga. Sembra quasi di guardare delle tavole ad acquarelli prendere vita, aiutate da una soundtrack che combacia sempre con le emozioni dei personaggi. Essendo non completa, è sicuramente un ottimo modo per avvicinare molte più persone alla lettura dell’opera originale.






