Cos’è Danmachi.
Danmachi, Is It Wrong to Try yo Pick Up Girls in a Dungeon all’inglese, è un Adventure-Fantasy uscito nel 2015 formato da 3 stagioni più una spin-off e un film. Le prime 2 stagioni più lo spin-off sono disponibili su Netflix. Il film ha doppiaggio amatoriale e la 3° stagione è attualmente nel palinsesto autunnale di Yamato Animation, su Youtube.
L’opera segue Bell Cranell nelle sue diverse avventure nel Dungeon di Orario all’inseguimento della bella Aiz, famigerata avventuriera di alto livello; o così sembra a prima impressione. Man mano che si avanzerà nella storia si scoprirà infatti come Bell, che si scopre essere nipote di Zeus, sia colui che dovrà compiere la 3a Grande Impresa tanto ambita e mai raggiunta dal nonno.
Come citato sopra, le vicende si svolgono ad Orario, una città di avventurieri circondata da mura cui al centro svetta la torre di Babele, zona più elevata e punto di accesso al Dungeon. Un luogo che si estende sottoterra per uno spazio non definito, diviso in più piani, dove abitano i Mostri e dove quindi gli avventurieri si recano per cercare fortuna.

L’interno della città è diviso in zone abitate dagli Dei, provenienti dalle più svariate tradizioni come ad esempio Ganesha ed Hermes, discesi dal cielo per guidare ognuno la loro Familia composta da miscugli di avventurieri, fabbri, mercanti, etc etc.
Funzionamento e logica del mondo di Danmachi.
Il sistema del mondo è semplice: quando entri a far parte di una famiglia, ottieni dal tuo Dio uno schema delle tue statistiche, delle tue abilità e il livello iniziale 1 sotto forma di marchio sulla schiena. Inoltrandoti nel Dungeon e combattendo Mostri potrai potenziarle, e abbattendoli otterrai un drop da essi, la “pietra magica”, che può essere scambiata alla Gilda, l’associazione che gestisce le discese nel Dungeon, in denaro.

Perché sì
Danmachi è un’opera che consiglierei in quanto porta svariate e piacevoli novità; in primo luogo la figura del protagonista: se all’inizio Bell può sembrare il tipico protagonista Shonen che grazie alla forza dell’amicizia e ad 1 mese massimo di allenamento è in grado di fare qualsiasi cosa, col tempo si capisce come sia in realtà un granello di sabbia nel deserto di Orario, come sia limitato nelle sue possibilità e nei suoi livelli e di come cerca ogni volta nel suo piccolo di superarsi.
In secondo luogo abbiamo i personaggi secondari, che in Danmachi seguono una particolare gerarchia. Si può notare infatti lo sforzo messo nel dare dignità e caratterizzazione ad ogni singolo personaggio. I più vicini alla Familia Hestia, cui appartiene Bell, diventano infatti semi-protagonisti influenzando la maggior parte delle azioni del protagonista; si presentano poi le varie divinità che assieme ai membri della locanda e della Gilda sono a loro volta personaggi ben definiti; infine anche nelle comparse, vedi Apollo, Soma e Artemide, si riesce a vedere una figura ben caratterizzata per quanto possibile. Si sussegue nello stesso modo l’analisi dei retroscena, affrontati in maniera completa per la prima categoria e accennati lasciando un alone di mistero nella seconda (ma mai dimenticati).
Infine due parole anche per il world building, a mio parere “ben indefinito”e non frettoloso come nei più: nelle varie stagioni infatti si esplorano in tutte le sue salse Orario (ricordo ad esempio Via Dedalo e le varie schermaglie nei cunicoli della città) e il Dungeon, luogo illimitato ma ben organizzato; questi però non formano tutto il mondo; grazie alla seconda stagione ed il film, sappiamo infatti che Orario è un microcosmo contenuto in mondo molto più vasto e bizzarro.
Perché no
Dopo tutte queste lusinghe ci si potrà chiedere: “ma quindi è l’anime perfetto?”. Mio malgrado no, anche quest’opera presenta delle pecche. Primo di tutti c’è un problema nella proporzione delle trame che vede nettamente favorito l’interesse personale di Bell a quello che ha portato Zeus a mandarlo ad Orario: di quello che è il vero scopo della vita di Bell, la realizzazione della 3° impresa, se ne ha infatti solo qualche accenno portando lo spettatore a perderne la traccia; durante tutto l’anime viene infatti solo abbozzato da 2/3 scambi di battute tra Hermes e compagnia quale sia il valore della figura di Bell, e al contrario ci si incentra sulla vita di Bell come “individuo” e non come “avventuriero”. Non che ciò rovini l’opera, ma ne riduce sicuramente la qualità.
Un secondo problema si può trovare in quell’elemento di cui ormai si ignora la radice, il fan service; ad oggi infatti se ne ritiene scontata la presenza e Danmachi non si esenta dall’averlo. Elemento utilizzato per attirare più facilmente lo spettatore, qui a mio parere risulta superfluo fino al danneggiamento in quanto l’opera riesce a mantenere di suo alta l’attenzione dello spettatore grazie ai vari intrecci di trame, alla precisione delle spiegazioni e alla chiarezza delle scene di combattimento.
Resoconto
Danmachi è un anime che nonostante il suo genere venga abusato riesce a portare importanti novità, soprattutto nell’ambito dei personaggi secondari che anziché, come da stereotipo, essere burattini che seguono il protagonista ad occhi bendati, sono diversificate e ben caratterizzati.
Consigliato agli amanti di miti e del genere fantasy.






